Coral Waves da anni realizza cammei personalizzati, rigorosamente incisi a mano dai nostri artisti incisori. C’è un’ampia scelta di forme e dimensioni e la certezza di possedere sempre un oggetto unico e irripetibile.

Su questo argomento ti consigliamo di leggere: I preziosi cammei di Corals Waves e la loro storia

Però molto spesso sorge la domanda, con che cosa indosso un cammeo?

Ecco alcuni utili consigli di moda.

Il cammeo è un gioiello che spesso viene considerato un pò agè, associato quindi ai gioielli di famiglia, alle occasioni formali e, infine, a un gioiello poco cool e alla moda da indossare.

Negli ultimi anni però il cammeo ha avuto la sua rivincita anche tra le giovanissime, che scelgono questo gioiello per completare il loro outfit. Anche gli stilisti più famosi si sono uniti in questa riscoperta del cammeo, portandolo sulle passerelle.

Come indossare un cammeo?

Per sfatare la concezione di cammeo come gioiello serioso e austero, ecco qualche consiglio su come abbinare i cammei ai vostri abiti e in quali occasioni sfoggiarli.

Romantico – Per uno stile romantico e classico indossate un collarino con cammeo, o magari scegliendo una collana di perle per incorniciare il gioiello e riprendere i toni perlati.

Moderno – Una scelta più innovativa e moderna, ma sempre elegante e dai toni romantici, è scegliere invece un collarino in velluto o in pizzo bianco a cui appendere il vostro cammeo.

Abbinate la collana ad una camicetta con scollo ampio, in modo da dare il giusto spazio al vostro accessorio senza appesantire troppo di dettagli la zona del decoltè.

Casual – Per un look invece più casual e da tutti i giorni, possiamo scegliere una catenina lunga, che renda il vostro gioiello informale ma allo stesso tempo molto glam. Abbinate la catenina con il cammeo ad una camicetta bianca, per uno stile semplice ma elegante.

Maxi – Come avete potuto vedere in numerosi articoli, quest’anno è di moda il MAXI. Maxi collane, orecchini e… maxi cammei! Sulle passerelle abbiamo visto moltissimi esempi, da New York a Parigi.

Da un paio di secoli le regine di Svezia indossano i cammei dell’imperatrice Joséphine che sono arrivati nel grande nord grazie a seguito un matrimonio. Il sontuoso diadema di cammei è un pezzo originale e si può dire unico, nessun’altra dinastia ne possiede uno simile e in Svezia è stato spesso indossato dalle spose della casa reale.

Lo scrigno della regina di Svezia è uno dei più spettacolari d’Europa e raccoglie ricordi di molte regine, molti regni e tanti amori.
Innanzitutto quello, finito male, fra la giovane marsigliese Désirée Clary ed un ufficiale di artiglieria di origine corsa, il quale le preferisce un’aristocratica molto mondana, bellissima e molto ben introdotta nella brillante società post rivoluzione francese.

Joséphine de Beauharnais, la donna che aveva strappato Napoleone a Désirée, viene abbandonata a sua volta e muore nel 1814, ma lascia due figli di un precedente matrimonio, Eugenio ed Ortensia. Eugenio, amatissimo dal patrigno che lo adotta e lo fa viceré d’Italia (ma il congresso di Vienna lo declasserà a semplice duca di Leutchemberg), porta all’altare la principessa Augusta Amalia di Baviera e da queste nozze nasce, tra gli altri, Joséphine la quale sposa, nel 1823, il principe ereditario di Svezia, Oscar, unico figlio, guarda caso, di Désirée diventata, anche se un tantino controvoglia (odia il freddo e adora la vita mondana di Parigi) regina di Svezia.

Alla morte della regina Joséphine le sue gioie sono divise fra i figli e la parure di cammei viene assegnata al principe Eugenio, ma questi non avendo eredi la presta spesso alle varie principesse reali e poi decide di offrirla in dono a Sibylla di Sassonia-Coburgo-Gotha, sposa del pronipote il principe Gustavo Adolfo, e madre dell’attuale sovrano. Due delle sorelle di re Carlo XVI Gustavo, Brigitte e Désirée portano il diadema nel giorno delle loro nozze, ma è sulla testa di Silvia Sommerlath che la tiara di cammei diventa davvero celebre. La ex hostess di origini tedesco-brasiliane sceglie infatti di indossarla il 19 giugno del 1976 quando sposa re Carlo XVI Gustavo diventando così regina di Svezia. Sono passati quattro anni dal casuale incontro alle Olimpiadi di Monaco, ma la coppia ha dovuto attendere la morte di Gustavo VI Adolfo, nonno e predecessore del re. L’anziano monarca, moderno per certi aspetti era però estremamente conservatore riguardo i matrimoni regali e al nipote ed erede mai avrebbe permesso l’unione con una ragazza di origini borghesi.

Il diadema di cammei dona in modo particolare alla bruna e bellissima Silvia, splendida sposa oltre che “Dancing Queen” e la nuova regina oltre a indossare lo storico gioiello nel giorno delle sue nozze, lo porterà spesso soprattutto in occasione delle cerimonie per la consegna dei premi Nobel. Molti anni dopo sua figlia Victoria indossa lo stesso diadema il giorno del suo matrimonio con Daniel Westling.

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San Valentino, la festa degli innamorati affonda le sue radici nella festa più sfrenata dell’antica Roma

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale all’epoca romana, nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.Esistono però molti Santi di nome Valentino, e, a parte il fatto che tutti furono martiri, non si sa molto di loro. Il più noto, è quello nato a Interamna (oggi Terni) nel 176, che proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio e li incoraggiava a mettere al mondo dei figli. La letteratura religiosa (e non storica) descrive il santo come guaritore degli epilettici e difensore delle storie d’amore. Specie quando queste sono infelici: si racconta, per esempio, che abbia messo pace tra due fidanzati che litigavano, offrendo loro una rosa. Da questo episodio nasce la tradizione di regalare una rosa rossa alla persona che si ama.
In realtà il merito moderno di aver consacrato San Valentino come santo patrono dell’amore è da ascrivere a Geoffrey Chaucer, l’autore dei Racconti di Canterbury che alla fine del ‘300 scrisse – in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia – The Parliament of Fowls, (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino. Che così divenne il tramite ultraterreno della dimensione dell’Amore cortese.

E da queste storie nasce la tradizione, per il giorno di San Valentino, di regalare un pegno d’amore alla persona che si vuol bene. Un pegno d’amore speciale che è possibile scegliere nel nostro shop on line… rigorosamente rosso, ma non per forza!

Un gioiello rosso di corallo, sarà la freccia d’amore al vostro arco in vista del prossimo San Valentino

Ci siamo, è ormai tempo di pensare al giorno dedicato a tutti gli innamorati: San Valentino. Il 14 febbraio in tutto il mondo si festeggia la giornata dedicata all’amore e ai sentimenti. E c’è un colore, in particolare, che è sempre stato associato all’amore e alla passione, ed il rosso, esattamente la colorazione dei nostri coralli. Ma vediamo perché nasce questa associazione tra colore e sentimento, e perché è spesso così spontanea.

Questo bellissimo colore è il primo dell’arcobaleno e, sembra addirittura il primo percepito dall’occhio di un bambino. Il rosso fin dagli albori della storia, simboleggia l’amore, la vitalità, la passione e la sensualità. È l’amore passionale che c’irradia da dentro, ci spinge a lasciarci andare corpo e anima con la persona desiderata. Sembra che, coloro che preferiscono questo colore, sono persone appunto molto istintive, sicure di se e delle proprie capacità . Il rosso è il colore del cuore, dell’amore, dell’energia in continuo movimento e uno dei più usati nelle arti magiche medievali.

E che cosa è l’amore, se non energia che si vuole trasmettere e ricevere dalla persona amata. Ecco anche perché regalare un oggetto di colore rosso è un preciso messaggio che si vuole lanciare alla persona amata o desiderata. Un gioiello, come potrebbero essere i meravigliosi coralli nelle forme, nelle gradazioni di colore e nelle lavorazioni proposte da Corals Waves, rappresentano la freccia perfetta scagliata da Cupido per fare breccia nel cuore del partner.

Un gioiello di corallo, sarà la freccia d’amore al vostro arco in vista del prossimo San Valentino.

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Una delle cose più divertenti che ci siano, in relazione ai segni dello Zodiaco, è abbinare a ciascuno di essi una caratteristica o una proprietà particolari. Vale per i colori, per la scelta di un determinato animale, ed anche per i gioielli. E allora vediamo a quale prezioso minerale corrisponde il vostro segno dell’oroscopo.

Ariete: nati tra la seconda metà di marzo e la prima di aprile, non c’è dubbio: amate i rubini, i diamanti, i cristalli di rocca e l’agata. Roba pregiata insomma, proprio come voi. La vivacità di questi gioielli indica attivismo e voglia di proporvi sempre.

Toro: voi invece siete dediti maggiormente alla famiglia. quel per fa per voi sono sempre l’agata, ma anche gli smeraldi e la malachite. Così come il kallaite, che indica notoriamente la possibilità di influenzare le questioni di famiglia.

Gemelli: l’intelligenza e lo spiccato senso del collettivo che vi contraddistingue sono espressi al meglio dalla corniola e dal quarzo, che indicano anche una inclinazione particolare a trovare la concentrazione

Сancro: la sensibilità e l’inclinazione ad essere alquanto emotivi fa si che privilegiate la pietra di luna, molto indicata a chi è alla ricerca d’amore. Per chi invece una relazione stabile ce l’ha già, affidatevi alle perle ed all’occhio di gatto, che contribuiscono a rendere un rapporto più saldo.

Leone: voi siete tanto generosi, il diamante è quindi tra i gioielli che più fanno per voi. Inoltre anche l’ambra ed il topazio giallo riflettono quella che è la vostra nobiltà d’animo.

Vergine: il senso del dovere e della responsabilità dei quali siete dotati non ce l’ha nessun altro segno. Ottimi per voi sono l’occhio di tigre ed il diaspro, oltre che il crisolito.

Bilancia: non c’è segno dello Zodiaco più incline al raggiungimento dell’armonia del vostro. L’acquamarina è la manifestazione di questa vostra inclinazione, così come i lapislazzuli.

Scorpione: indomiti e combattenti, l’ematite, il corallo ed il granato rosso vi rappresentano, in qualsiasi ambito, con i loro caratteristici colori accesi. Sia al lavoro che nei rapporti con gli altri, amore incluso.

Sagittario: pure voi siete sempre in prima linea, dei leader nati. Il granato, il kallaite ed il crisolito pure vi sanno raffigurare al meglio

Capricorno: ligi al dovere in ogni circostanza, potete spesso assurgervi a guida per gli altri. Niente di meglio di un rubino per voi. E la malachite invece vi sa dare un boost in più in salute, così come l’opale.

Acquario: ametista, zircone e granato, non ci sono dubbi. Vi sapranno aiutare in volontà, ispirazione ed amore.

Pesci: sapete sempre trasmettere energie positive, sia intellettualmente che sotto altri aspetti. Ametista, acquamarina e perle sembrano i gioielli fatti apposta su misura per voi.

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La notte di San Silvestro si avvicina e, come da tradizione, in molti indosseranno qualcosa di rosso, soprattutto intimo: mutandine, slip, reggiseni, giarrettiere e boxer per gli uomini. Ma perché si indossa il rosso a Capodanno? Sarebbe un modo per dare l’addio all’anno vecchio e il benvenuto al nuovo con i migliori auspici: un simbolo di fortuna, insomma. Tradizione vuole che il rosso da indossare la notte del 31 dicembre, debba essere qualcosa di rigorosamente regalato. Ma qual è l’origine e il simbolismo di questa usanza?

Il Rosso a capodanno, tra antichi riti e leggende orientali

Indossare qualcosa di rosso a Capodanno è, per molti, un rito propiziatorio: si accoglie il nuovo anno con l’auspicio che ci porti fortuna, salute, sicurezza. Il colore rosso porterebbe quindi con sè significati positivi, ma da dove ha origine tutto ciò? La tradizione del rosso a Capodanno nasce in Cina: nel simbolismo orientale il rosso è il colore della fortuna, della prosperità e della buona sorte, e viene utilizzato di solito durante le celebrazioni nuziali come buon auspicio per gli sposi e la loro nuova vita insieme: un augurio di fertilità e felicità in amore. Dietro a questo simbolismo c’è una leggenda: fin dall’antichità i cinesi utilizzavano il rosso per scacciare il Niàn, una figura mitologica rappresentato sotto forma di bestia mangia uomini, che secondo tradizione, farebbe la sua comparsa proprio durante il Capodanno cinese. Il rosso sarebbe quindi uno “scaccia demoni”, in grado di mandare via gli spiriti maligni, divenendo un colore portafortuna.

Anche per gli antichi romani il rosso porta fortuna

Secondo un altro filone di pensiero, la tradizione del rosso a Capodanno risalirebbe agli antichi romani, precisamente al 31 a.C., ai tempi di Ottaviano Augusto. Durante il Capodanno romano, infatti, uomini e donne indossavano qualcosa di rosso come simbolo di potere, fertilità, salute e ricchezza, era considerato poi il colore della passione, dell’energia e della fortuna: quale migliore auspicio per il nuovo anno? Ben vengano allora queste tradizioni, soprattutto se servono a darci la carica per affrontare al meglio l’arrivo dell’anno nuovo.

Corallo rosso simbolo di fortuna

Quindi il Corallo rosso sarebbe perfetto da indossare la notte di Capodanno, e da CoralsWaves c’è solo l’imbarazzo della scelta, basta consultare il nostro shop

La vita fisica e simbolica del corallo è più varia e ricca di colpi di scena di un romanzo d’azione. Nato miticamente nel mare dal sangue della Gorgone Medusa decapitata.

Piero della Francesca, nella Madonna di Senigallia, dipinge un evidentissima collana con grani di corallo, terminante con un ramo dello stesso materiale.

Giovannino de’Medici, ritratto da Bronzino, reca un reca un ramo di corallo rosso, alla cintola, all’altezza del suo fianco sinistro

Andrea Mantegna, Madonna della Vittoria,1496, tempera su tela, 280×166 cm, Parigi,Museo del Louvre

Tondo di Cosmè Tura, Circoncisione, su tutto spicca come un sottile festone il corallo.

 

 

Regali natalizi, da dove nasce questa tradizione? Oggi sveliamo il perché a Natale c’è l’usanza di fare dei regali a chi si vuole bene. Non è un segreto, ma la curiosità prima o poi ha spinto tutti a chiederselo. L’usanza di fare regali natalizi ha origini molto antiche. Risale alle strenne dei Romani: rami consacrati che le persone si scambiavano il primo gennaio come augurio di prosperità e di abbondanza. Secondo la leggenda fu il re dei Sabini Tito Tazio (proprio quello del ratto delle sabine, che visse più di 700 anni prima di Cristo), a dare il via: chiese in dono ai suoi sudditi, ogni capodanno, un ramoscello d’alloro o di ulivo colto nel bosco sacro della dea Strenia (da cui la parola “strenna”).

Lo spostamento al giorno di Natale dei regali, lo si deve alla tradizione cristiana, ed è legato ai done che i Magi fecero a Gesù Bambino.

E dunque, quando manca ormai un mesetto a Natale, non ci resta che cominciare a pensare a chi vogliamo bene e a come poterlo rendere felice.

Nel nostro shop ci sarà sicuramente qualcosa che farà al caso tuo e che ti aiuterà a realizzare i tuoi regali natalizi per uno splendido Natale 2018.

rodio

Quante volte, anche sul nostro sito e analizzando i nostri gioielli, avete letto che un gioiello è rodiato. Ma che cosa significa, rodiato?

Se siete tra i tanti che non conoscono il significato della parola rodiatura, ve lo spieghiamo di seguito, e vi spiegheremo anche come pulire e conservare i gioielli trattati con il rodio.

Che cosa è

La rodiatura è un procedimento che  utilizza un particolare metallo che si chiama rodio. Si tratta di un metallo raro, bianco e molto resistente. Spesso è utilizzato in lega con il platino per aumentare la durezza di quel metallo. Il rodio non è solo molto resistente, ma è utilizzato anche per rendere più lucidi gli altri metalli. È però molto costoso: il suo prezzo supera quello del platino e dell’oro.

La rodiatura

La rodiatura di gioielli consiste nella copertura del gioiello con il sottile strato di rodio. È utilizzato spesso per rendere lucido l’oro bianco e, più raramente, l’argento: è, infatti, un procedimento abbastanza costoso. Per rodiare un gioiello si utilizza lo stesso metodo per placcare l’oro, cioè attraverso un procedimento galvanico. Quindi si utilizzano l’elettricità e un bagno in cui si trovano microparticelle di rodio, che ricoprono il metallo del gioiello con un sottilissimo strato. Il risultato è un metallo molto più brillante.

Perché si usa la rodiatura

La rodiatura è utilizzata per rendere il gioiello lucente, ma anche perché protegge il metallo dalla corrosione e dall’usura, e preserva l’aspetto originale. Infine, il rodio di solito è tollerato anche dalle persone allergiche. La copertura di rodio evita che la pelle sia a contatto con il metallo del gioiello.

Come conservare la rodiatura

Il rodio è un metallo resistente, ma con il tempo tutto si usura. Per conservare la rodiatura più a lungo, e quindi per mantenere la lucentezza del gioiello, bisogna fare attenzione a non sfregare il metallo contro oggetti che possano graffiarlo. Inoltre, non è consigliabile pulire il metallo con detergenti aggressivi. Meglio un panno molto morbido e semplice acqua, oppure uno spazzolino da denti con setole morbide.

Scopri nel nostro shop tutti i gioielli che usano la rodiatura

Il Corno di corallo è tradizionalmente un simbolo portafortuna, tipicamente utilizzato nella città di Napoli. In realtà questo oggetto è tipico di tutto il Meridione d’Italia. Come tutte le tradizioni e leggende, la storia delle sue presunte facoltà, affonda le radici nell’antichità.

Gli uomini delle caverne e i corni

Da alcuni studi e ritrovamenti archeologici, pare che gli uomini che vivevano nelle caverne, circa nel 3500 a.C., avesse l’usanza di appendere dei corni all’ingresso dei loro rifugi. Erano corni di animali, probabilmente di quelli uccisi durante la caccia. Era un simbolo di prosperità e potenza, ma anche di fertilità.

I romani

Anche all’epoca dei romani, a causa della sua forma fallica, il corno era ritenuto un portafortuna per tutta la famiglia. Vari tipi di cornicelli sono stati ritrovati anche negli scavi di Pompei ed Ercolano.

Nel Medioevo

Nel medioevo, poi, il corno assume proprietà magiche, diventando ufficialmente amuleto allontanatore dell’influenza maligna; il talismano doveva essere rosso e fatto artigianalmente.

Il Corno di corallo rosso napoletano

Il corno portafortuna deve essere di colore rosso. Rosso come il colore del sangue dei nemici sconfitti e deve esserre fatto in maniera artigianale.

Il corno di corallo rosso rappresenta dunque l’unico evero amuleto della tradizione napoletana. È risaputo, inoltre che per funzionare contro la malasorte, il corno di corallo napoletano deve essere donato da qualcuno, e non acquistato. Non a caso, il corallo è una pietra rinomata per proteggere dal malocchio e per salvaguardare le donne incinte. Più precisamente, la forma del corno di corallo napoletano rappresenta il fallo di Priapo, il dio della prosperità, che i greci pensavano proteggesse proprio dalla cattiva sorte. A Napoli, il corno è diventato un oggetto simbolo della cultura del luogo.

Nel nostro Shop on line potrai trovare un vasto assortimento dei tuoi portafortuna preferiti.