La vita fisica e simbolica del corallo è più varia e ricca di colpi di scena di un romanzo d’azione. Nato miticamente nel mare dal sangue della Gorgone Medusa decapitata.

Piero della Francesca, nella Madonna di Senigallia, dipinge un evidentissima collana con grani di corallo, terminante con un ramo dello stesso materiale.

Giovannino de’Medici, ritratto da Bronzino, reca un reca un ramo di corallo rosso, alla cintola, all’altezza del suo fianco sinistro

Andrea Mantegna, Madonna della Vittoria,1496, tempera su tela, 280×166 cm, Parigi,Museo del Louvre

Tondo di Cosmè Tura, Circoncisione, su tutto spicca come un sottile festone il corallo.

 

 

Regali natalizi, da dove nasce questa tradizione? Oggi sveliamo il perché a Natale c’è l’usanza di fare dei regali a chi si vuole bene. Non è un segreto, ma la curiosità prima o poi ha spinto tutti a chiederselo. L’usanza di fare regali natalizi ha origini molto antiche. Risale alle strenne dei Romani: rami consacrati che le persone si scambiavano il primo gennaio come augurio di prosperità e di abbondanza. Secondo la leggenda fu il re dei Sabini Tito Tazio (proprio quello del ratto delle sabine, che visse più di 700 anni prima di Cristo), a dare il via: chiese in dono ai suoi sudditi, ogni capodanno, un ramoscello d’alloro o di ulivo colto nel bosco sacro della dea Strenia (da cui la parola “strenna”).

Lo spostamento al giorno di Natale dei regali, lo si deve alla tradizione cristiana, ed è legato ai done che i Magi fecero a Gesù Bambino.

E dunque, quando manca ormai un mesetto a Natale, non ci resta che cominciare a pensare a chi vogliamo bene e a come poterlo rendere felice.

Nel nostro shop ci sarà sicuramente qualcosa che farà al caso tuo e che ti aiuterà a realizzare i tuoi regali natalizi per uno splendido Natale 2018.

rodio

Quante volte, anche sul nostro sito e analizzando i nostri gioielli, avete letto che un gioiello è rodiato. Ma che cosa significa, rodiato?

Se siete tra i tanti che non conoscono il significato della parola rodiatura, ve lo spieghiamo di seguito, e vi spiegheremo anche come pulire e conservare i gioielli trattati con il rodio.

Che cosa è

La rodiatura è un procedimento che  utilizza un particolare metallo che si chiama rodio. Si tratta di un metallo raro, bianco e molto resistente. Spesso è utilizzato in lega con il platino per aumentare la durezza di quel metallo. Il rodio non è solo molto resistente, ma è utilizzato anche per rendere più lucidi gli altri metalli. È però molto costoso: il suo prezzo supera quello del platino e dell’oro.

La rodiatura

La rodiatura di gioielli consiste nella copertura del gioiello con il sottile strato di rodio. È utilizzato spesso per rendere lucido l’oro bianco e, più raramente, l’argento: è, infatti, un procedimento abbastanza costoso. Per rodiare un gioiello si utilizza lo stesso metodo per placcare l’oro, cioè attraverso un procedimento galvanico. Quindi si utilizzano l’elettricità e un bagno in cui si trovano microparticelle di rodio, che ricoprono il metallo del gioiello con un sottilissimo strato. Il risultato è un metallo molto più brillante.

Perché si usa la rodiatura

La rodiatura è utilizzata per rendere il gioiello lucente, ma anche perché protegge il metallo dalla corrosione e dall’usura, e preserva l’aspetto originale. Infine, il rodio di solito è tollerato anche dalle persone allergiche. La copertura di rodio evita che la pelle sia a contatto con il metallo del gioiello.

Come conservare la rodiatura

Il rodio è un metallo resistente, ma con il tempo tutto si usura. Per conservare la rodiatura più a lungo, e quindi per mantenere la lucentezza del gioiello, bisogna fare attenzione a non sfregare il metallo contro oggetti che possano graffiarlo. Inoltre, non è consigliabile pulire il metallo con detergenti aggressivi. Meglio un panno molto morbido e semplice acqua, oppure uno spazzolino da denti con setole morbide.

Scopri nel nostro shop tutti i gioielli che usano la rodiatura

Il Corno di corallo è tradizionalmente un simbolo portafortuna, tipicamente utilizzato nella città di Napoli. In realtà questo oggetto è tipico di tutto il Meridione d’Italia. Come tutte le tradizioni e leggende, la storia delle sue presunte facoltà, affonda le radici nell’antichità.

Gli uomini delle caverne e i corni

Da alcuni studi e ritrovamenti archeologici, pare che gli uomini che vivevano nelle caverne, circa nel 3500 a.C., avesse l’usanza di appendere dei corni all’ingresso dei loro rifugi. Erano corni di animali, probabilmente di quelli uccisi durante la caccia. Era un simbolo di prosperità e potenza, ma anche di fertilità.

I romani

Anche all’epoca dei romani, a causa della sua forma fallica, il corno era ritenuto un portafortuna per tutta la famiglia. Vari tipi di cornicelli sono stati ritrovati anche negli scavi di Pompei ed Ercolano.

Nel Medioevo

Nel medioevo, poi, il corno assume proprietà magiche, diventando ufficialmente amuleto allontanatore dell’influenza maligna; il talismano doveva essere rosso e fatto artigianalmente.

Il Corno di corallo rosso napoletano

Il corno portafortuna deve essere di colore rosso. Rosso come il colore del sangue dei nemici sconfitti e deve esserre fatto in maniera artigianale.

Il corno di corallo rosso rappresenta dunque l’unico evero amuleto della tradizione napoletana. È risaputo, inoltre che per funzionare contro la malasorte, il corno di corallo napoletano deve essere donato da qualcuno, e non acquistato. Non a caso, il corallo è una pietra rinomata per proteggere dal malocchio e per salvaguardare le donne incinte. Più precisamente, la forma del corno di corallo napoletano rappresenta il fallo di Priapo, il dio della prosperità, che i greci pensavano proteggesse proprio dalla cattiva sorte. A Napoli, il corno è diventato un oggetto simbolo della cultura del luogo.

Nel nostro Shop on line potrai trovare un vasto assortimento dei tuoi portafortuna preferiti.

Torre del Greco (Torre ‘o Grieco in napoletano) è un comune di 85 762 abitanti. La città è situata nelle immediate vicinanze del parco nazionale del Vesuvio, tra il Vesuvio e il golfo di Napoli ed è il quarto comune della regione per numero di abitanti. Nel mondo è famosa per la lavorazione dei coralli e dei cammei. Fin dal 700 in città nacque un fiorente settore artigianale legato a questi preziosi materiali naturali.

La tradizione del cammeo

I primi a creare i cammei furono gli antichi greci, e per realizzarli utilizzavano l’agata. A Torre del Greco questa arte è giunta da Napoli nel secolo scorso. Il materiale utilizzato sono le conchiglie, si creano dei bassorilievi sfruttando i due strati di colori diversi. Incidendole si ottiene un disegno in rilievo sfruttando i loro colori naturali. Lo strato in superficie è bianco, mentre quello sotto scuro. Per realizzare un cammeo di qualità, c’è bisogno di artigiani esperti che lavorano la madreperla come dei veri e propri artisti.

La patria del corallo

In città oltre alla lavorazione delle conchiglie per fare i Cammei da sempre si lavorano i coralli. La tradizione del corallo nasce a Torre del Greco nel 1700. Prima di allora i torresi il corallo lo pescavano solamente, poi grazie a un Paolo Bartolomeo Martin un francese di Marsiglia, ma con origini genovesi, ebbe inizio anche la lavorazione.

In Italia si pesca soprattutto in Sardegna e in Corsica. Viene pescato a una profondità di 100 metri da sub specializzati e con metodi mirati e meno devastanti per l’ambiente. In Asia i mari migliori sono quelli tra Cina e Corea del Nord.

CoralWaves e i suoi artigiani

Gli artigiani di CoralsWaves vendono le loro lavorazioni del corallo in tutto il mondo. Pezzi pregiati, vere e proprie opere d’arte, che potrai scoprire visitando il nostro shop on line

sfilata fausto puglisi

Il corallo in passerella non è una novità. Ciclicamente gli stilisti di tutto il mondo ripropongono i preziosi monili con l’oro rosso del mare. Basta solo nominare il corallo e nella mente di tutti noi si palesano paesaggi da favola, spiagge bellissime e mare incontaminato.

Mito e leggenda

Per secoli il corallo, nella tradizione popolare, è stato usato come antidoto contro i morsi di scorpione. In altri periodi era la materia prima indispensabile per realizzare gioielli portafortuna.

Dalla lavorazione del corallo si può ricavare praticamente ogni tipo di scultura, dagli animali marini ai fiori, in particolare le rose.

La leggenda vuole che il prezioso corallo sia il sangue sgorgato dalla testa di Medusa e che fluì nel mare quando Perseo la decapitò.

Un gioiello da difendere

Se si vuole continuare a vedere il corallo in passerella, o in qualunque altro posto, è bene che si prenda coscienza che la sua difesa è diventata imprescindibile, soprattutto in Italia. Non è un caso, perché proprio il “Mare Nostrum” è stato habitat per tantissimi decenni. E se le sfumature più tenui possono avere il loro fascino (o beneficio, perché combatte nervosismo e paura), purtroppo è stato lanciato l’appello dai biologi che proprio il corallo sta perdendo in modo progressivo il suo naturale colore rossastro, a causa del surriscaldamento della Terra.

Ecco perché rivolgersi a ditte autorizzate e specializzate significa essere certi che tutte le normative sono state rispetatte, e la pesca è avvenuta in modo appropriato e nei periodi stabiliti.

Il corallo in passerella

E se oggi è materia solo per veri esperti (i più hanno una vera tradizione familiare che passa di generazione in generazione , proprio come quella di CoralsWaves, basta leggere la nostra storia), il corallo ha avuto il suo maggior successo negli anni 30 e poi negli anni 70, ma il suo fascino è sempre presente.

Rilevante è stata, ad esempio, il suo utilizzo nella collezione Primavera Estate 2018 di Fausto Puglisi. Lo stilista ha lavorato molto con il bianco e il nero, introducendo come unica nota il rosso corallo, tra motivi e gingilli. Quello dello stilista italiano è di un rosso vivo, intenso, stimola quindi la circolazione, la creatività e la gioia di vivere.

Quindi che sia un gioiello vintage o di moderna fattura, il corallo racchiude un particolare fascino cui è difficile resistere: quindi tiratelo fuori dai portagioie oppure fatelo vostro scegliendo tra i gioielli proposti nel nostro Shop.

tipi di corallo

Quanti tipi di corallo ci sono nel mondo? Una domanda alla quale non è semplicissimo rispondere, ma noi di CoralsWaves proveremo a riassumere le qualità e le notizie fondamentali delle diverse tipologie di corallo esistenti.

La rarità di questo elemento della natura, un elemento vivo, ne fanno una vera e propria opera d’arte, che messa nelle mani di capaci e valenti gioiellieri, diventa, appunto, gioiello.

Vediamo i tipi di corallo del Mediterraneo

Ovviamente partiamo dal Corallo Mediterraneo e dalle sue caratteristiche:
Nome scientifico:
Corallium Rubrum
Colore:
Dall’arancio al rosso scuro
Area di raccolta:
Tutto il bacino del Mediterraneo, e specialmente Italia, Spagna, Francia, Grecia, Jugoslavia e poi Algeria, Marocco, Tunisia.
Profondità:
Dai 30/40 metri fino a 150/200.
Caratteristica:
Colore uniforme, pasta compatta. Generalmente si presenta in cespi alti 15/20 cm e larghi 10/15 cm, a forma di albero. Il diametro, alla base, varia da 1 a 1,5 cm. Il peso di ogni cespo è di circa 100-1.150 grammi.
Utilizzo:
Essendo compatto nel colore, è indicatissimo per la lavorazione del liscio, vale a dire collane, cabochons, gocce, pendenti ecc.

A seguire il Corallo Sciacca
Nome scientifico:
Corallium Rubrum
Colore: 
Arancio (dal chiaro allo scuro).
Zone:
Mare di Sciacca (Sicilia).
Caratteristica:
Dal 1875 alla fine del secolo furono trovati, fuori Sciacca, tre giacimenti di corallo i quali, fino alla fine del secolo, fornirono tonnellate e tonnellate di corallo. Si tratta di corallo subfossile, databile ad alcuni milioni di anni fa. Non si riesce a comprendere, se non attraverso un processo chimico, come è possibile che un materiale organico quale è il corallo, soggetto quindi a decomporsi, sia arrivato fino a noi dopo tanti anni.
Utilizzo:
Il corallo di Sciacca fu lavorato, circa un secolo fa, per farne pallini, bottoni, spole, cannette. Ancora oggi si trova un po’ di grezzo, conservato gelosamente nei forzieri delle aziende più antiche, che lo tengono come reliquie.

I coralli asiatici, dove il Giappone la fa da padrone, ecco il Boke’ detto anche Pelle d’angelo

Nome scientifico:
Corallium Elatius
Colore:
Rosa intenso compatto
Zone:
Giappone
Profondità:
200/300 metri
Caratteristica:
Non è altro che uno dei colori dell’ampia scala cromatica dei tipi di corallo del Giappone. Ha la stessa pasta, la stessa consistenza del corallo Satsuma. Anch’esso è percorso da un’anima di calcare bianco. Naturalmente, nel corallo lavorato, meno si vede quest’anima e più il pezzo sale. Quando il rosa è compatto, senza macchie, siamo di fronte al pezzo raro.
Utilizzo:
Dal momento che se ne trova pochissimo, l’utilizzo è nazionalizzato al massimo. Soprattutto se ne fanno cabochons per anelli e orecchini. Eccezionali sono le collane. E’ in assoluto il corallo più pregiato.

Spostandoci verso le Filippine troviamo il Miss (o Misu)

Colore:
Bianco, bianco rosato, rosa pallido
Zone:
Dal Giappone alle Filippine
Profondità:
200/300 metri
Caratteristica:
Spesso viene confuso (e venduto) tra i tipi di corallo come “pelle d’angelo”. Non sappiamo se in buona fede o in mala fede. E’ molto adatto ad essere lavorato “liscio”.
Utilizzo:
Se ne ricavano pallini e cabochons dal bel colore rosa pallido.

Il Satsuma (o Momo, Cerasuolo)

Nome scientifico:
Corallium elatius
Zone:
Dal Giappone alle Filippine
Profondità:
200/300 metri
Colore:
A seconda delle qualità abbiamo dal rosa carico al rosso vivo.
Caratteristica:
Il colore dei coralli giapponesi non è compatto, per cui non è raro trovare rami il cui colore parte dal rosso di base per arrivare al bianco. Altra peculiarità, presente in tutti i coralli giapponesi, è il fatto che tutto il cespo, dalla base fino al più piccolo rametto periferico, è percorso da una venatura bianca (che noi chiamiamo “anima”). Questo che potrebbe sembrare un difetto, in realtà è un pregio in quanto aiuta a riconoscere l’autenticità e la provenienza di un corallo.
Grandezza:
I cespi giapponesi per lo più hanno i rami disposti a ventaglio. La loro altezza, mediamente, è di 30/40 cm, la larghezza per lo più è pari all’altezza. Il peso di un cespo è proporzionato alla grandezza. Mediamente, è intorno a 2/3 kg. E’ raro trovare qualche ramo, eccezionale, di 70/ 80 cm di altezza.
Utilizzo:
E’ straordinariamente adatto, per colore e morfologia, a essere inciso. Tutte le statue, i fiori ecc. sono per lo più realizzati in questo corallo. Molto belli anche i cabochons, bottoni, mandorle, gocce, i quali, date le misure molto grandi dei rami, possono raggiungere notevoli dimensioni. Li si potrà riconoscere dal fatto che nella parte posteriore presentano spesso la caratteristica venatura bianca.

Il vero capolavoro e forse il più difficile da lavorare, sempre dal Giappone

Eccolo la rarità assoluta e il più difficile da lavorare tra i tipi di corallo: Aka (o Moro o Sangue di bue, Oxblood)
Nome scientifico:
Corallium laponicum
Colore:
Dal rosso vivo al rosso scurissimo
Zone:
Giappone
Profondità:
200/300 metri
Caratteristiche:
Estremamente vitreo, molto difettoso. E’ però il corallo nel quale, quando finalmente si riesce a fare un pezzo senza imperfezioni questo è di una bellezza unica. Si tratta di uno dei coralli più rossi (e cari) esistenti.
Utilizzo:
Quindi dal momento che, soprattutto quello che si pesca oggi, è molto difettoso, si riescono a fare a malapena cabochons. E’ molto difficile ottenere una collana con sfere dello stesso colore. Quando ci si riesce, ci troviamo di fronte a un capolavoro!

L’ultimo dalle Hawaii

In fine ecco che da oltre mille metri di profondità, il più profondo tra i tipi di corallo, arriva il Deep Sea
Nome scientifico:
Non è classificato
Colore:
Tutte le tonalità, dal rosa pallido al rosso chiaro. Particolarmente vitreo, molto brillante
Zone:
Hawaii
Profondità:
1.000/2.000 metri. Il Deep Sea, essendo raccolto a profondità oscillanti tra i 1.000 ed i 2.000 metri, ha modificato alcune precedenti credenze che ritenevano impossibile che il corallo potesse vivere a tali profondità. La quantità notevole di pescato ha dimostrato il contrario.
Colore: 
Molto belli i pallini da 2 a 4 millimetri, dal colore rosa omogeneo.
Caratteristiche:
I cespi sono grandi da 20 cm in su. Come tutti i coralli del Pacifico, man mano che i rami si fanno grandi si perde l’omogeneità dei colori. E’ quindi impossibile avere, al di là di 10 mm, un pallino o un cabochon che sia omogeneo di colore. Essendo molto vitreo, spesso presenta spaccature. Un’altra caratteristica è che i polipai sono presenti solo da un lato del cespo. Segno che, data la profondità e le forti correnti, i polipini cercano protezione nascondendosi dietro i rami della colonia di coralli.
Utilizzo:
Viene usato in tutti i modi.

corallo rosso come riconoscerlo

Corallo rosso come riconoscerlo, rispetto a un falso corallo? Una delle domande che più spesso si pone chi è sul punto di acquistare un gioiello di corallo è proprio questa, ma non è così difficile dare una risposta, ed è bene che chi decide di fare un acquisto sia consapevole. Inutile dire che sullo Shop di CoralsWaves, troverete solo gioielli di corallo autentico.

Ecco tre cose per rispondere alla domanda: corallo rosso come riconoscerlo

Senza dubbio la prima cosa da fare è di guardare con attenzione il pallino di una collana: la perla deve presentare imperfezioni! Il corallo grezzo assomiglia ad un albero che tagliato trasversalmente mostra i cerchi concentrici delle ripetute sedimentazioni. Il Corallo, quindi, se naturale è necessariamente imperfetto.

La seconda cosa da fare è guardare il buco del pallino (dove passa il filo) e qui se potrete vedere un colore evidentemente diverso dal resto della perla, sarete in presenza del famoso corallo tinto, o corallo bamboo un coralloide che viene ormai tinto con tecniche sofisticatissime tali da renderlo veramente simile al corallo vero.

La terza cosa è forse la più semplice, ma anche quella che vi risponderà alla domanda: il corallo rosso come riconoscerlo ?Tutti i gioiellieri che possono chiamarsi tali, vi daranno un certificato di garanzia, suq quale deve esserci scritto che cosa state comprando. Ad esempio, il corallo italiano è scientificamente chiamato “corallium rubrum” e tale dicitura deve essere riportata sul certificato di garanzia.

Un ultimo consiglio

Il corallo mediterraneo non è estremamente rosso (pensate alla sua costosissima varietà pescata a Sciacca a partire dal 1875 che è addirittura arancione). Colori di collane tendenti al “fragola” sono quindi ammissione spontanea di colpevolezza. Per vostra fortuna spesso il corallo bamboo viene tinto con dei colori così innaturali da renderlo facilmente riconoscibile: anche qui l’importante è comunque sapere cosa si sta comprando e a che cifre: “non si può comprare una Ferrari con i soldi bastevoli per una bicicletta” perciò il corallo bambu deve essere dichiarato e venduto come tale.

Il corallo nell’antichità

Il Significato del Corallo è legato alle sue caratteristiche peculiari. Fin dall’antichità è stato utilizzato per creare gioielli o come decorazione. La sua particolarità e la sua rarità lo hanno reso particolarmente prezioso e ricercato. Quindi queste caratteristiche lo rendono molto pregiato e spesso è usato anche come Amuleto.

La testa di Medusa dà vita al Corallo

L’Antichità Classica fa nascere il Corallo dal contatto di alcune alghe con la testa recisa della Medusa, e per tale contatto avrebbe acquisito le medesime facoltà di Medusa, la Gorgone decapitata da Perseo. Dunque da queste antiche leggende, nel corso dei secoli, ha assunto diversi significati, anche in rapporto ad altri simboli.

La relazione tra il corallo e altri simboli

L’Albero:

Il Corallo riassume in sé gli aspetti peculiari dell’Albero, inteso come Asse del MondoCollegamento tra i Tre Livelli del CosmoEvoluzione e Rigenerazione continua. Rafforza questi aspetti attraverso le sue caratteristiche di Trasformazione.

L’Acqua:

Il Corallo è anche simbolo dell’Acqua quale Sorgente della Vita per tutte le creature e come Origine del Mondo. Ciò è dovuto a causa della sua provenienza dalle Profondità del Mare.

Il Colore Rosso:

Il più diffuso è di Colore Rosso. Questo Colore e la sua Forma che ricorda i vasi sanguigni e i meandri delle viscere, lo hanno collegato al simbolismo del Sangue come veicolo di Vita e di Generazione.

Il Significato del Corallo come Amuleto e Medicinale

Grazie alla sua forma, al suo colore e alla sua misteriosa capacità di indurirsi al contatto con l’aria, nell’Antica Roma aveva assunto Proprietà Curative e Apotropaiche. Era infatti consuetudine far indossare ai neonati dei Pendenti formati da Rametti di Corallo. Inoltre si somministrava la Polvere da essi ricavata come Medicinale per la prevenzione e la cura delle crisi epilettiche, degli incubi e dei dolori della dentizione.

Il Significato come Amuleto specifico dell’Infanzia venne conservato anche durante il Medioevo e il Rinascimento. Lo troviamo perfino indossato dal Bambino Gesù in quadri di devozione privata, probabilmente legati alla nascita di un bimbo.

Le sue caratteristiche morfologiche lo resero una protezione contro il fulmine e il pericolo di morte improvvisa, specialmente degli infanti.

Nel Medioevo la presenza di rametti cruciformi unì il Significato del Corallo, con le sue capacità apotropaiche, al Significato della Croce rendendolo un Amuleto contro il Demonio.

Scegli il corallo che fa per te nel nostro shop

Nello shop di CoralsWaves puoi scegliere tra una vasta gamma di gioielli che hanno il Corallo come base, e arricchiti da altri materiali preziosi.

Il corallo è un animale marino della classe degli Antozoi. Vive ancorato al fondale e abita gli oceani da quando la vita era ancora confinata nei mari, oltre 500 milioni di anni fa. In genere il suo colore varia dal rosa al rosso cupo ma esistono anche esemplari di altri colori: nero, bianco, marrone e blu. In genere il corallo vive in colonie. Le colonie di coralli si presentano come strutture calcaree a forma di alberello. Ogni singolo corallo, infatti, è dotato di uno scheletro esterno, ovvero un guscio calcareo. Saldandosi tra loro, i gusci sedimentano e danno luogo a rami sempre più lunghi. All’interno di ogni guscio si annida un polipo. I polipi sono piccoli organismi, lunghi 2 millimetri e dotati di tentacoli che fluttuano nell’acqua. Sono i polipi stessi che producono il carbonato di calcio con cui è fatto lo scheletro che lo protegge.

I polipi che risiedono in un alberello di corallo comunicano tra loro grazie a una rete nervosa che percorre lo scheletro. Il passaggio di informazioni è evidente nella specie dei coralli stoloniferi. Se uno dei polipi viene disturbato, tutti i polipi del corallo si ritraggono simultaneamente nascondendo i tentacoli alla vista. I polipi si nutrono di plancton. Per meglio intercettare il nutrimento, i rami del corallo sono sempre disposti trasversalmente rispetto alla corrente marina principale. La disponibilità di cibo è determinante per la comparsa delle barriere coralline: agglomerati di corallo, lunghi anche centinaia di chilometri, posti a basse profondità. La riproduzione del corallo può essere sia sessuata sia asessuata.

Nel primo caso la fecondazione avviene in acqua. Gli ovuli e gli spermatozoi, rilasciati nell’acqua, si fondono dando origine a una larva. Questa vagherà fino a trovare il fondale adatto per ancorarsi. La riproduzione asessuata, invece, avviene per scissione di un polipo, da cui avranno origine due individui distinti. Per secoli il corallo è stato ritenuto un vegetale. Da questa convinzione deriva la sua classificazione nella classe degli Antozoi, parola greca che significa fiori animali. Da sempre considerato un materiale prezioso, il corallo viene utilizzato dall’uomo fin dalla preistoria per realizzare manufatti e ornamenti. Il poeta latino Ovidio narra che il corallo rosso nacque quando Perseo decapitò la mostruosa Medusa: il suo sangue pietrificò alcune alghe, colorandole di rosso.

(fonte http://www.ovovideo.com/corallo/)